Senigallia Atto

Contrasto all'uso compulsivo delle slot machines

Mozione del Consiglio Comunale N° S-SG/2016/33 del 20 gennaio 2016

Presentazione
Approvazione
20.1.2016

Firmatari

Testo

        
COMUNE DI SENIGALLIA
PROVINCIA DI ANCONA
DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N° 10 
Seduta del 20/01/2016
OGGETTO:	MOZIONE PRESENTATA DAL GRUPPO CONSILIARE MOVIMENTO 5 STELLE AD OGGETTO: "CONTRASTO ALL'USO COMPULSIVO DELLE SLOT MACHINES"
L’anno duemilasedici addì venti del mese di gennaio alle ore 16:00  nel Palazzo Municipale di Senigallia e nella solita sala delle adunanze consiliari.
Previa convocazione nei modi di rito, si è oggi riunito, in seduta straordinaria il Consiglio Comunale.
Fatto l’appello nominale risultano:
ConsiglierePres.Ass.ConsiglierePres.Ass.1 Angeletti Margherita*-14 Paradisi Roberto*-2 Beccaceci Lorenzo *-15 Pedroni Luana*-3 Bedini Mauro*-16 Perini Maurizio-*4 Bozzi Marco-*17 Pierfederici Mauro*-5 Brucchini Adriano*-18 Profili Vilma*-6 Canestrari Alan-*19 Rebecchini Luigi*-7 Fileri Nausicaa*-20 Romano Dario*-8 Giuliani Ludovica*-21 Salustri Maurizio*-9 Gregorini Mauro*-22 Santarelli Luca-*10 Mandolini Riccardo*-23 Sardella Simeone*-11 Mangialardi Maurizio-*24 Sartini Giorgio*-12 Martinangeli Stefania*-25 Urbinati Sandro*-13 Messersì Daniele-*T O T A L E     P R E S E N T I    N° 19

 Rahman AminurConsigliere Straniero Aggiunto*- Alam Mohammad ShafiualConsigliere Straniero Aggiunto-*
Sono altresì presenti gli assessori: Bomprezzi Chantal, Bucari Simonetta, Campanile Gennaro, Girolametti Carlo, Memè Maurizio, Monachesi Enzo, Ramazzotti Ilaria.
Essendo legale l’adunanza per il numero degli intervenuti, il Sig. Romano Dario nella qualità di Presidente dichiara aperta la seduta, alla quale assiste il Segretario Comunale Dott. Morganti Stefano 
Chiama a fungere da scrutatori i Consiglieri Signori: 1°  Gregorini Mauro; 2° Salustri Maurizio;  3° Rebecchini Luigi .

Il Presidente del Consiglio ROMANO enuncia l’argomento iscritto al punto 10 dell’ordine del giorno dei lavori consiliari relativo a: MOZIONE PRESENTATA DAL GRUPPO CONSILIARE MOVIMENTO 5 STELLE AD OGGETTO: "CONTRASTO ALL'USO COMPULSIVO DELLE SLOT MACHINES" e concede la parola al Consigliere Martinangeli per l’illustrazione dello stesso.
 
Il Consigliere MARTINANGELI (Movimento 5 Stelle): questa è una mozione piuttosto articolata che vuole essere una proposta proprio, un tentativo spero condiviso di riaprire la parentesi sulla disciplina del gioco d’azzardo lecito nel nostro territorio, nella nostra città. La leggo chiaramente nello specifico. Come consigliere del Movimento 5 Stelle ai sensi dell’articolo 13 del Regolamento comunale faccio alcune premesse che sono essenziali, cioè di quanto pesa l’industria del gioco d’azzardo che è fra le pochissime a non subire gli effetti della crisi, è un’industria fiorente che vanta circa cento miliardi di fatturato e milioni di giocatori abituali. Diciamo che nel nostro Paese si contano circa quindici milioni di giocatori abituali di cui ottocentomila i giocatori già patologici, ma qui ritengo che sia l’Amministrazione che le persone che ci seguono siano piuttosto consapevoli di quanto è grave e presente questo fenomeno. Anche nel Comune di Senigallia ci sono molti esercizi, più di trenta esercizi, con apparecchi di slot machine di cui alcuni interamente dedicati proprio a questo gioco d’azzardo lecito, ho fatto una ricerca su quanto già l’amministrazione ha fatto in tema di gioco d’azzardo e ho potuto vedere che il Consiglio comunale con la delibera numero 90 del 2011 mi sembra avente ad oggetto: Approvazione regolamento comunale sugli apparecchi di intrattenimento e svago e sulle sale giochi promuoveva un censimento della diffusione delle sale pubbliche da gioco di competenza autorizzatoria del comune, proprio con l’intento di verificare la congruità di queste sale da gioco con le norme urbanistiche e la regolarità delle licenze. Poi proponeva uno studio sul livello di utenza del gioco d’azzardo e sulle eventuali manifestazioni patologiche, una campagna di informazione e prevenzione specialmente rivolta ai minori circa i rischi sempre legati alla diffusione. Poi è intervenuta anche una normativa che ha reso più difficile la gestione a livello comunale di questo potere autorizzatorio che tra l’altro spetta alla Questura. Comunque nella seduta consiliare del 12 luglio 2013 i Consiglieri Fiore di Vivi Senigallia e Sardella del PD hanno presentato un ordine del giorno per l’adesione al Manifesto dei Sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo, questi sono passi fondamentali che l’Amministrazione ha fatto che comunque vanno sempre menzionati. Non voglio dilungarmi sui contenuti del Manifesto dei Sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo che il Comune di Senigallia ha sottoscritto comunque in questo manifesto vengono sanciti quei numeri che all’inizio della mozione vengono indicati, sono proprio presi da questo manifesto dei sindaci, non sto a dilungarmi su quali sono gli obiettivi di questo manifesto e che quindi sono anche a questo punto gli obiettivi del Comune di Senigallia che ha sottoscritto questo manifesto, che sono appunto di avere una legge nazionale che sia fondata proprio sulla riduzione dell’offerta e sul contenimento dell’accesso a questo gioco d’azzardo lecito, in particolare da parte dei minori. Poi comunque sulle leggi regionali su cui magari le Marche sono assolutamente carenti, c’è una legislazione piuttosto diffusa a livello regionale in Italia, Lazio, Lombardia, altre Regioni, però le Marche sono latitanti in questo, quindi anche questo potrebbe essere un potere di iniziativa, quello di sollecitare la Regione, per questo ho presentato anche un emendamento, a disciplinare questo argomento in maniera più puntuale e inoltre anche ottenere un potere di ordinanza, potere di ordinanza che però tutto sommato, alla luce della nuova giurisprudenza del Consiglio di Stato e della Corte costituzionale, possiamo dire che oggi ci viene restituita perché, sempre andando avanti a grandi linee sulla mozione che io mi auguro che possa essere comunque approfondita perché è giusto che ciascun Consigliere, perché mi sento anche una certa responsabilità su questo, una responsabilità che non è giusto che gravi su una persona ne su un movimento, ma che è giusto che gravi su ciascuno di noi come cittadini e come rappresentanti dei cittadini. Dicevo un potere sindacale che ci viene restituito tutto sommato da questa giurisprudenza, potere sindacale che c’è all’articolo 50 del testo unico sugli enti locali e che dice che il Sindaco coordina e riorganizza sulla base degli indirizzi espressi dal Consiglio comunale e nell’ambito dei criteri eventualmente indicati dalla Regione, eventualmente perché nel nostro caso non ci sono questi criteri, però eventualmente si potrebbe anche prendere ad esempio la varia normativa delle regioni che invece vi hanno provveduto, dice che coordina e riorganizza gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici, e qui parla in genere questo articolo 50 ovviamente perché riguarda il potere sindacale, dice nonché d’intesa con i responsabili territorialmente competenti delle Amministrazioni interessate gli orari di apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati nel territorio al fine di armonizzare l’espletamento dei servizi con le esigenze complessive generali degli utenti, e questo è l’articolo 50. Questo è un articolo che ci viene restituito un po’ alla luce delle sentenze del Consiglio di Stato, l’ultima sentenza specialmente, ce ne sono diverse, anche ordinanze eccetera, l’ultima sentenza dell’agosto 2015 che ha stabilito in materia di orari di utilizzo dei videogiochi e slot machine posti all’interno di altri esercizi commerciali e pubblici esercizi, non quindi quelli interamente dedicati, che però per noi già sono un margine notevole, cosa ha stabilito? Quanto segue, dice l’articolo 50, quindi si sta parlando di quello che stabilisce il potere sindacale in maniera diffusa, è una statuizione di carattere generale, questo stabilisce il Consiglio di Stato, nel cui ambito non vi sono ragioni preclusive a ritenere rientrante anche il potere sindacale di determinazione degli orari delle sale da gioco o di accensione e spegnimento, non vi è alcuna ragione preclusiva affinché non si debba ritenere rientrante quel potere di stabilire gli orari delle sale da gioco, di accensione, spegnimento degli apparecchi anche durante l’orario d’apertura, perché non è detto che uno debba chiudere l’esercizio, sarebbe già sufficiente spegnere gli apparecchi, cioè stabilire degli orari di accensione e spegnimento degli apparecchi, e dice non solo non è preclusivo, ma la Corte costituzionale ha riconosciuto, quindi qui parliamo non solo del Consiglio di Stato ma di Corte costituzionale, ha riconosciuto una maggiore estensione a tale potere anche in ordine alle limitazioni della distribuzione sul territorio delle sale da gioco attraverso l’imposizione di distanze minime rispetto ai cosiddetti luoghi sensibili rilevando la sua riconducibilità alla potestà degli enti locali in materia di pianificazione e governo del territorio rispetto alla quale la Costituzione e la legge ordinaria conferiscono al Comune le relative funzioni. Quindi diciamo che adesso la sentenza del Consiglio di Stato è molto articolata e anche molto lunga, mi auguro che sia abbia modo di approfondirla perché è veramente un modo per ridare una lettura diversa a questo articolo 50 che chiaramente consente a questo punto un intervento ad ampio spettro da parte del Sindaco anche in ordine alla disciplina degli orari di apertura delle sale da gioco, sempre a tutela delle fasce più deboli della popolazione, ivi compresi in primis gli adolescenti, quindi in funzione sempre di prevenzione della cosiddetta ludopatia, i quali, anche se non espressamente indicati negli impugnati provvedimenti, perché questa sentenza ovviamente si riferisce ad un contenzioso che è nato proprio per l’applicazione di una normativa che un ente pubblico ha fatto, di una forzatura che qualche Sindaco ha fatto come per dire no, questo è il mio territorio, quindi in questo territorio sono io a pianificare, sono io a stabilire gli orari, quindi essendo nato un contenzioso ecco che interviene alla fine del contenzioso il Consiglio di Stato che riprende questi principi della Corte costituzionale. Dice i quali anche non espressamente indicati, sono i destinatari principali tutelati con le impugnate ordinanze sindacali come è facilmente desumibile dalla disamina dell’articolazione dell’orario di apertura delle sale da giochi ripartite in due categorie, cioè periodo scolastico, qui si sta parlando proprio di alcuni Sindaci che hanno detto durante il periodo scolastico, durante l’anno scolastico, io per arginare questo fenomeno voglio intervenire, quindi spegnimento fino alle ore tredici, dalle ore tredici in poi fate voi, proprio anche per evitare la fuoriuscita da scuola dei ragazzi e tutta una serie di fenomeni. Comunque ciò che interessa di tutta questa normativa che è notevole e quindi va riesaminata bene anche alla luce di queste sentenze, ciò che è importante è questa possibilità di rimettere mano al potere sindacale in questa materia. Ed è per questo che con questa mozione, in vista sempre del fatto che un’Amministrazione comunale dovrebbe tutelare la Società del proprio territorio anche da tutte le forme di compulsività che creano danno alla salute dei singoli cittadini e alla comunità, con questi presupposti che sono anche ulteriormente articolati, il Consiglio comunale impegna l’Amministrazione comunale, gli uffici, il Sindaco in qualità di massima autorità sanitaria cittadina a rafforzare l’informazione ai cittadini, in particolare ai giovani, agli anziani anche in merito alla pericolosità dell’abuso dei giochi che consentono vincite in denaro eccetera, non mi sto a dilungare; ad intraprendere e rafforzare comunque l’azione della polizia locale al fine di far rispettare il Regolamento, la normativa vigente eccetera; vado avanti a grandi linee, a promuovere controlli per il rispetto della normativa vigente anche attraverso il supporto della SIAE in ottemperanza alle convenzioni con l’Amministrazione autonoma dei Monopoli dello Stato e SIAE che sono vigenti e poi previa verifica formale con gli uffici competenti anche applicare le massime aliquote d’imposta di competenza comunale per tutti quei luoghi e quelle attività esistenti e future sia che fanno del gioco d’azzardo il loro business principale sia che ospitano nella loro attività slot machine, cioè dare un segnale come Amministrazione e intervenire anche a livello fiscale, anche minimo però per dare un segnale di quella che è l’effettiva volontà che poi è stata espressa attraverso la firma del Manifesto dei Sindaci. Concludo, a istituire agevolazioni ai titolari di esercizi pubblici che invece rimuovono le slot machines e le Videolottery o che hanno scelto di non installarle; a predisporre ogni accorgimento per prevenire l’utilizzo da parte dei minorenni; sollecitare il Governo e Parlamento. L’emendamento lo presentiamo dopo chiaramente, a diramare la mozione e a esprimere quale Atto di Indirizzo del Comune di Senigallia la volontà di regolare e disciplinare proprio gli orari delle sale da gioco, degli esercizi nei quali siamo installati gli apparecchi da gioco leciti al fine di delimitare l’orario massimo d’apertura e di escludere la concomitanza con gli orari delle scuole limitrofe. Questa è la mozione che mi auguro venga presa nella giusta considerazione da tutti, Sindaco, Assessori, Consiglieri, mi rendo conto che la normativa in materia di disciplina del gioco d’azzardo è costituita da una miriade di norme, del Testo Unico pubblica sicurezza che si sovrappongono alle norme del testo unico sugli Enti locali e mi rendo conto che l’argomento necessita di un’appropriata conoscenza delle norme e quindi di un approfondimento in Commissione, io stessa lo propongo, quindi mi auguro pertanto che la discussione su questa mozione non si esaurisca nella presente seduta ma si trasferisca in sede di Commissioni anche congiunte per il vaglio della conformità di quanto umilmente in essa richiesto e contenuto con la normativa vigente e con la giurisprudenza dalla Suprema Corte e del Consiglio di Stato, e mi affido anche alla sensibilità dei consiglieri presenti.

Il Presidente del Consiglio ROMANO: apriamo il dibattito.

Il Consigliere BECCACECI (Vivi Senigallia): intervengo innanzitutto per esporre il pensiero del nostro gruppo e in secondo luogo intervengo in merito alla carica che ricopro, quindi da delegato alle politiche giovanili, anche se questo è un tema più vicino alle politiche sociali e purtroppo coinvolge sempre più giovani. Ciascuno di noi ha davanti agli occhi l’immagine di chi uomo donna, giovane o anziano in un qualsiasi bar insiste per ore fino all’ultimo spicciolo che ha in tasca seduto davanti a un video poker, il gioco d’azzardo è un demone che si nutre delle fragilità e della disperazione nella maggior parte dei casi a partire dalle difficoltà economiche e lavorative e che devasta la dignità personale e le relazioni interpersonali. Il gioco d’azzardo sottrae ore al lavoro, alla vita affettiva, al tempo libero e produce sofferenza psicologica di relazione educativa, materiale, di aspettativa di futuro, altera i presupposti morali e sociali degli italiani sostituendo con l’azzardo i valori fondati sul lavoro, sulla fatica e sui talenti. Sono a rischio la serenità, i legami, la sicurezza di tante famiglie e delle nostre comunità. Premesso che già nel vicino 2011, come ricordato anche dal Movimento 5 Stelle, l’Amministrazione ha iniziato ad affrontare seriamente il fenomeno arrivando ad emanare la delibera numero 90 del 28 settembre con la quale il Consiglio comunale adotta un regolamento specifico, uno dei primi in Italia, di regolamentazione di contrasto al fenomeno e aderendo nel 2013 al Manifesto dei Sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo e premesso che le richieste presenti nella mozione vanno ad ampliare e ad aggiungere qualche elemento maturato in questi cinque anni e considerato che alcuni dei punti indicati da tale mozione del Movimento 5 Stelle non sono di competenza di un Sindaco o di un’Amministrazione comunale, ricordo infatti che il gioco d’azzardo è inserito tra le materie di competenza statale in quanto interessa ordine pubblico e sicurezza, propongo che la costruzione di questi strumenti sia concepita e realizzata insieme nello stesso spirito di collaborazione che ha caratterizzato questo percorso legislativo e che ora dovrà vedere la partecipazione attiva di quel vasto mondo del sociale e delle associazioni di volontariato alle organizzazioni del terzo settore al quale dobbiamo riconoscere di aver lanciato da tempo l’allarme su questo dramma e che fino ad oggi si è fatto carico spesso da solo degli interventi di sostegno alle persone affette da dipendenza. Ci tengo quindi ad evidenziare che questo importante tema non deve rappresentare una mera opportunità volta a raccogliere consensi politici, anzi al contrario deve essere per tutti noi un’opportunità per confrontarci sempre più e per favorire un’apertura all’integrazione della normativa. Ritengo pertanto che non ci si possa dividere su un tema come questo per cui l’invito è quello di rinviare la mozione in Commissione con l’obiettivo di lavorare tutti insieme tenendo conto soprattutto del nostro contesto cittadino, analizzando quanto l’Amministrazione e altri soggetti hanno fatto finora, studiando come e quanto il fenomeno sia sviluppato in ambito locale individuando tutto quello che è possibile fare per contrastarlo.

Il Presidente del Consiglio ROMANO: abbiamo una richiesta di rinvio in Commissione della pratica, un intervento a favore e uno contro.

Il Consigliere PARADISI (Unione Civica): sarei intervenuto per chiedere la stessa cosa e quindi anche io rinvio in Commissione però dando fin da ora due spunti in relazione a due punti del deliberando, cioè il punto 3 e il punto 5. La mozione condivido quello che diceva il collega Martinangeli che va comunque rivista e in qualche modo approfondita in generale, ma ritengo che i punti 3 e 5 siano molto critici e se torneranno in questi termini credo che almeno da parte nostra non sarà votabile. Il punto 3, lo dò come spunto per i lavori della Commissione se si rimanda in Commissione, il punto 3 laddove si chiede di applicare le massime aliquote di imposta di competenza comunale, a prescinde dal fatto che già tutti i cittadini senigalliesi pagano le massime aliquote d’imposta quindi sarebbe impossibile aumentare ancora a qualcuno le imposte, impossibile, ma ricordo questo prevede non solo per le sale slot e basta, ma anche per chi ospita nella loro attività delle slot machine, penso tantissimi bar ad esempio che ospitano una, due slot machine, che pur danno lavoro alle persone che si troverebbero ancora più vessati da tributi comunali, mi pare una previsione che debba essere questa sicuramente rivista. Il punto 5 a mio avviso è invotabile perché in realtà Consigliere Martinangeli sicuramente lo sai meglio di me, probabilmente è una forzatura politica, non si può vietare un’attività pubblicitaria per un’attività che non è vietata da norme dello Stato, sarebbe ovviamente una violazione di un principio costituzionale per cui è inammissibile, un Sindaco non potrebbe mai farlo, il Consiglio comunale non può indicare al Sindaco di emanare un’ordinanza che vieta qualsiasi attività pubblicitaria, addirittura vieta la concessione di spazi pubblicitari, ovviamente presteremmo il fianco, il Comune, a decine di ricorsi che il Comune puntualmente perderebbe e quindi daremmo l’incarico all’Avvocato Valeria Mancinelli del PD di Ancona, gli daremo i soliti dieci, venti, trenta, non lo so quanto daremo all’avvocato Mancinelli di Ancona del PD, perderemo la causa, quindi avremo perso la causa, pagato l’avvocato Mancinelli, l’avvocato di controparte, pagato le spese processuali, quindi ritengo che su anche su questo punto occorrerà fare chiarezza in Commissione. Per il resto ovviamente sappiamo perfettamente qual è la gravità della ludopatia, qual è ovviamente la sensibilità che questo Consiglio comunale, ma non solo anche la Società Civile senigalliese, le società sportive hanno dimostrato in questi mesi, in questi ultimi tempi e quindi ritengo che sicuramente, sono d’accordo con il consigliere Beccacceci, sia da condividere all’unanimità in questo Consiglio comunale però tenendo presente questi punti anche perché deve essere una mozione forte, non una mozione debole, quindi propongo anch’io il rinvio in Commissione.

Si dà atto che entra il Consigliere Bozzi: Presenti con diritto di voto n. 20.

Il Presidente del Consiglio ROMANO pone in votazione, palese con modalità elettronica, la proposta di rinvio in commissione che viene approvata con 20 voti favorevoli, nessuno contrario, nessuno astenuto, come proclama il Presidente ai sensi di legge.

      

Letto, confermato e sottoscritto
	Il Presidente	Il  Segretario Comunale
	F/to Romano Dario	F/to  Morganti Stefano

Per copia conforme ad uso amministrativo.
Lì,


La presente deliberazione è stata pubblicata all’Albo Pretorio dal 18 marzo 2016 al 2 aprile 2016 ai sensi dell’art. 124, 1° comma, del D.Lgs. 18/8/2000, n° 267.
Lì, 4 aprile 2016	Il       Segretario Comunale
	F/to 
La presente deliberazione, non soggetta a controllo, è divenuta esecutiva, ai sensi dell’art. 134 del D.Lgs. 18/8/2000, n° 267, in data 29 marzo 2016, essendo stata pubblicata il 18 marzo 2016
Lì, 30 marzo 2016	Il       Segretario Comunale
	F/to 
Spazio riservato all’eventuale controllo preventivo di legittimità, richiesto ai sensi dell’art. 127 del D.Lgs. 18/8/2000 n° 267:



 

Per copia conforme ad uso amministrativo.
Lì,