Senigallia Atto

Piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche e Piani per l'accessibilità urbana

Interrogazione del Consiglio Comunale del 22 gennaio 2016

Presentazione
Discussione
22.1.2016
  • 10.2.2016
  • risposta
    (in 19 giorni)

Proponenti

 

OGGETTO: Interrogazione a risposta scritta sul Piano per l'Eliminazione delle Barriere Architettoniche (P.E.B.A.) e sui piani per l'accessibilità urbana (P.A.U.) ad istanza del Consigliere comunale Stefania Martinangeli, del MoVimento 5 Stelle.

Signor Presidente, Signor Sindaco, Signori Assessori, l'abbattimento delle barriere architettoniche si configura più in generale come intervento atto a rendere più semplici e sicure le attività di vita quotidiana e la mobilità dei cittadini - non necessariamente disabili – pensiamo ad esempio alle persone che possono avere forti disagi per la mancanza di accessibilità (l'anziano, il non vedente, il genitore con passeggino o carrozzina o la persona in sedia a rotelle).

Per accessibilità si intende la possibilità, anche per persone con ridotta e impedita capacità motoria o sensoriale, di raggiungere l'edificio e le sue singole unità immobiliari ed ambientali, quindi parcheggiare la propria auto in totale assenza di barriere architettoniche di entrarvi agevolmente e di fruirne spazi e attrezzature in adeguata sicurezza e autonomia, trovandovi servizi igienici, ed adeguati elementi di ausilio e di orientamento (DM. 263 del 14 giugno 1989, art2 lettera g).

Qualche anno dopo, la Legge Quadro 104/92 sulla disabilità ampliò la materia di competenza, con l'articolo 24 comma 9, che stabiliva come «i piani di cui all'articolo 32, comma 21, della legge n. 41 del 1986» dovessero essere «modificati con integrazioni relative all'accessibilità degli spazi urbani, con particolare riferimento all'individuazione e alla realizzazione di percorsi accessibili, Grazie a questa integrazione, il P.E.B.A. assume il valore di strumento guida per elevare le condizioni di fruibilità dell'intero organismo urbano: della rete dei percorsi e degli spazi e degli edifici pubblici che su di essi si aprono. - il riferimento nella legislazione italiana ai PEBA e ai PAU – si trova nella Legge Finanziaria n.41/1986 che, all'art. 32 comma 21, recita: "Per gli edifici pubblici già esistenti non ancora adeguati alle prescrizioni del DPR 27 aprile 1978, n.384, dovranno essere adottati da parte delle Amministrazioni competenti piani di eliminazione delle barriere architettoniche entro un anno dalla entrata in vigore della presente legge“. Successivamente, la Legge Quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate n. 104/1992, stabilisce, al comma 9 dell'articolo 24 ("Eliminazione o superamento delle barriere architettoniche") che: “I piani di cuí all'articolo 32, comma 21,

della citata legge n.41 del 1986 sono modificati con integrazioni relative all'accessibilità degli spazi urbani, con particolare riferimento all'individuazione e alla realizzazione di percorsi accessibili, all'installazione di semafori acustici per non vedenti, alla rimozione della segnaletica installata in modo da ostacolare la circolazione delle persone handicappate»”. Grazie a questa integrazione, il P.E.B.A. assume il valore di strumento guida per elevare le condizioni di fruibilità dell'intero organismo urbano: della rete dei percorsi e degli spazi e degli edifici pubblici che su di essi si aprono.

I Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche negli ambienti pubblici (P.E.B.A.) e i Piani di Accessibilità Urbana negli spazi aperti (P.A.U.) sono specifici strumenti di gestione urbanistica finalizzati a rendere gradualmente accessibili gli edifici e spazi pubblici alle persone con disabilità. Questi Piani rappresentano il punto di partenza per la redazione di Piani Pluriennali di Abbattimento delle barriere architettoniche. Si tratta quindi di strumenti necessari per avviare procedure coordinate attraverso cui migliorare il rapporto uomo-ambiente, in particolare quello antropizzato delle città, ma non solo. - PEBA e PAU sono uno strumento di programmazione cui riferire le risorse finanziarie disponibili per la realizzazione degli interventi, generalmente provenienti dagli oneri di urbanizzazione: essi contengono la rilevazione e la classificazione di tutte le barriere architettoniche presenti negli spazi pubblici (strade, piazze, parchi, ecc.) e negli edifici pubblici, le proposte per la loro eliminazione, la stima dei costi per gli interventi di abbattimento. Le relative politiche d'intervento rivolte all'accessibilità e mobilità delle persone disabili, non necessariamente limitate alla realizzazione di opere pubbliche, ma anche rivolte al miglioramento dei servizi prestati (trasporto pubblico, trasporto dedicato, comunicazione e informazione, etc.). Non si tratta quindi di piani rivolti esclusivamente al tema della mobilità bensì a quello dell'accessibilità delle città e degli edifici, ossia del diritto per tutti e per tutte di poter utilizzare le strutture urbane.

I PEBA dovevano essere adottati entro il 28 febbraio 1987 dai Comuni e dalle Province, pena un "commissariamento ad hoc" da parte delle Regioni.

La legge quadro italiana che tratta il problema dell'accessibilità è la legge 13/89 che stabilisce i termini e le modalità in cui deve essere garantita l'accessibilità ai vari ambienti, con particolare attenzione ai luoghi pubblici. Il D.M. 236/89 (decreto attuativo) si addentra maggiormente nella parte tecnica ed individua tre diversi livelli di qualità dello spazio costruito. Esso prevede le “Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell'eliminazione delle barriere architettoniche." Questi tre livelli sono:

• accessibilità: possibilità per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale di raggiungere l'edificio e le sue singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruire di spazi ed attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia; -

• visitabilità: possibilità per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale di accedere agli spazi di relazione e ad almeno un servizio igienico di ogni unità immobiliare. Vengono considerati spazi di relazione gli spazi di soggiorno dell'alloggio e quelli dei luoghi di lavoro, servizio ed incontro, nei quali il cittadino entra in rapporto con la funzione ivi svolta;

• adattabilità: possibilità di modificare nel tempo lo spazio costruito a costi limitati, allo scopo di renderlo completamente ed agevolmente fruibile anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale.

Negli ultimi anni alcune associazioni hanno evidenziato una grave inadempienza da parte della regione Marche e dei Comuni. Si tratta della mancata realizzazione del Piano per l'Eliminazione delle Barriere Architettoniche, previsto dalla legge, e che ci mette in una condizione di illegalità diffusa a danno delle persone disabili. La Regione Marche, che ha recepito i contenuti della legge 41 del 1986 con la L.R. n. 52 del 27 aprile 1990, prescrive che la giunta regionale provvede a richiedere alle amministrazioni comunali e provinciali copia dei piani di eliminazione delle barriere architettoniche e per quelli inadempienti, alla nomina dei commissari per l'adozione dei piani di eliminazione delle barriere architettoniche. Successivamente, la Regione Marche ha emanato la L.R. n. 34 del 1992 che ha fatto sì che "di fatto i PEBA oggi siano materia urbanistica delegata ai Comuni, affidando la vigilanza alle Province. I Comuni quando elaborano il loro piano regolatore generale, devono allegare tutta una serie di elaborati e tra questi ci sono anche il piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche. Ad oggi i principali interlocutori in materia di barriere architettoniche sono dunque i Comuni, ma la Regione resta l'istituzione che legifera sul territorio e per anni non ha mai adottato un provvedimento nazionale quale quello dei PEBA. Ad oggi non risulta che la Regione Marche abbia adempiuto ai suoi compiti, in quanto - nonostante quasi nessuno tra i comuni marchigiani abbia adottato i PEBA - non è stato nominato nessun commissario per l'adozione dei piani per l'abbattimento delle barriere architettoniche. Tale inadempienza fu addirittura denunciata dalla Associazione Luca Coscioni nel 2012.

La sottoscritta Stefania Martinangeli, del Gruppo consiliare MoVimento 5 Stelle,

PREMESSO:

— che la Costituzione della Repubblica italiana all'art. 16 garantisce il diritto alla mobilità di ogni cittadino; la concreta fruizione di questo diritto per le persone affette da disabilità, sancita dal principio di eguaglianza di cui all'art. 3 della Costituzione, costituisce lo strumento e la precondizione indispensabile per ciascun individuo per potere esercitare tutta un serie di diritti nonché per integrarsi nell'ambiente sociale; — che l'art. 3, comma 2, della Costituzione demanda al legislatore il compito di rimuovere tutti gli ostacoli di ordine economico e sociale che possono ostacolare l'attuarsi in concreto del principio di eguaglianza. E' proprio sulla base di questa specifica previsione costituzionale che va inquadrata tutta la legislazione ordinaria in tema di disabilità, ivi compreso l'aspetto della mobilità, ed il correlato obbligo per la Pubblica Amministrazione di eliminare le barriere architettoniche; — che con l'entrata in vigore in Italia della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità del 2006, con la Legge n. 18 del 3 marzo 2009 il predetto diritto alla mobilità si è qualificato ulteriormente come diritto all'accessibilità ed, in base all'art. 9 della Convenzione, tale diritto è strettamente correlato alla realizzazione di alcuni dei più rilevanti principi, cui è finalizzata la Convenzione stessa come sanciti all'art. 3, vale a dire il diritto per le persone con disabilità alla vita indipendente ed all'inclusione sociale; – che ai fini dell'attuazione delle premesse di cui sopra e in particolare in attuazione dei principi costituzionali e della Convenzione ONU di non discriminazione e di pari

opportunità, si devono promuovere delle iniziative intese a rimuovere gli ostacoli che ancora oggi impediscono o rendono difficoltosa la piena partecipazione delle persone in situazione di disabilità alle attività economiche e sociali; – che alle amministrazioni comunali è affidato il compito di censire gli immobili e gli edifici pubblici, al fine di adeguare il costruito alle norme anti-barriere nonché di adottare i piani di eliminazione delle barriere (P.E.B.A.); – che le amministrazioni comunali devono integrare i piani con l'accessibilità degli spazi

urbani (P.A.U.) nonché adeguare gli strumenti urbanistici;

CONSTATATO:

– che a tutt'oggi è disapplicata, in maniera rilevante da parte degli Enti locali competenti la normativa in tema di rimozione degli ostacoli di natura architettonica e sensoriale, le cosiddette barriere architettoniche, che pregiudicano la mobilità delle persone con disabilità e quindi la loro libertà di spostamento in modo autonomo;

– che i Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche, cosiddetti "P.E.B.A."; strumenti di gestione urbanistica per pianificare gli interventi per rendere accessibili gli edifici e spazi pubblici, previsti dalla legge 41/1986 e dalla legge quadro sull'handicap 104/1992 avrebbero dovuto essere adottati, fin dal febbraio 1987, dagli Enti centrali e locali in base alle rispettive competenze sull'edificio o sullo spazio pubblico da adeguare, pena, per i piani di pertinenza dei Comuni e Provincie, la nomina di un Commissario ad hoc da parte della Regione.

– che l'art. 38 della L.41/86 al comma 21 prevede che "Per gli edifici pubblici già esistenti non ancora adeguati alle prescrizioni del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1978, n. 384, dovranno essere adottati da parte delle Amministrazioni competenti piani di eliminazione delle barriere architettoniche entro un anno dalla entrata in vigore della presente legge"

– che tale normativa è stata modificata ed integrata dalla L. 104/92 l'art. 24, comma 9 che testualmente prevede: "I piani di cui all'articolo 32, comma 21, della citata legge n. 41 del 1986 sono modificati con integrazioni relative all'accessibilità degli spazi urbani, con particolare riferimento all'individuazione e alla realizzazione di percorsi accessibili, all'installazione di semafori acustici per non vedenti, alla rimozione della segnaletica installata in modo da ostacolare la circolazione delle persone handicappate."

Tutto ciò premesso SI INTERROGANO il Sindaco, l'Assessore ai Lavori Pubblici, l'Assessore all'Urbanistica PER CONOSCERE: -

- quali siano stati - o saranno - gli interventi del Comune di Senigallia in ordine all'eliminazione delle barriere architettoniche e se si è proceduto all'adozione di un idoneo Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), nonché al Piano di Accessibilità Urbana (PAU) in ottemperanza ad un obbligo di legge previsto da 30 anni. Si sollecita risposta scritta nei tempi, nei modi ed ai sensi del Regolamento Comunale.

Cordiali saluti.

Risposta

 

Oggetto: Interrogazione a risposta scritta sul Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (P.E.B.A.) e sui piani per l’accessibilità urbana (P.A.U.) ad istanza del Consigliere comunale Martinangeli, del Movimento 5 Stelle.

Egregio Consigliere, faccio seguito alla interrogazione a firma Sua relativa all’oggetto e con la quale Ella chiede di conoscere “quali siano stati -o saranno gli interventi del Comune di Senigallia in ordine all'eliminazione delle barriere architettoniche e se si è proceduto all'adozione di un idoneo Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), nonché al Piano Accessibilità Urbana (PAU) in ottemperanza ad un obbligo di legge previsto da 30 anni.”

In riferimento a quanto sopra si riferisce come segue: I Piani per la Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) si sostanziano quali strumenti di conoscenza e di programmazione che si pongono l’obiettivo di eliminare le barriere esistenti all’interno degli edifici pubblici e negli spazi esterni di pertinenza. Fotografa la realtà esistente evidenziando gli elementi fisici e culturali che limitano o impediscono la libera e completa fruizione degli spazi e degli ambienti. In questo senso costituiscono strumenti trasversali ai vari settori operativi e pertanto non assumono la valenza di “piani urbanistici” - come attestato con l’interrogazione - bensì quella di strumenti programmatori di riferimento per la formazione del piano triennale delle opere pubbliche, uno dei documenti tecnici che fanno parte integrante del bilancio di previsione pluriennale dei Comuni.

In tale contesto i PEBA svolgono la funzione di supporto alla programmazione, essi comprendono sia il sistema degli edifici pubblici e privati destinati a funzioni pubbliche, sia il sistema della accessibilità a livello urbano (strade, marciapiedi, stazioni, trasporti pubblici, ecc..), questa seconda parte cosiddetta “Piano di Accessibilità Urbana” ha l’obiettivo di illustrare le relazioni tra edifici, infrastrutture e fruitori ed è stata integrata nei PEBA con la Legge n. 104/92, all’art. 24 comma 9 e successivamente ribadita nel Testo Unico per l’edilizia ex DPR 380/2001 all’art.82, comma 8 “I piani di cui all'articolo 32, comma 21, della legge n. 41 del 1986, sono modificati con integrazioni relative all'accessibilità degli spazi urbani, con particolare riferimento all'individuazione e alla realizzazione di percorsi accessibili, all'installazione di semafori acustici per non vedenti, alla rimozione della segnaletica installata in modo da ostacolare la circolazione delle persone handicappate.”.

Questo Comune, pur non avendo approvato un piano organico di conoscenza e di sostegno alla programmazione (PEBA) ha perseguito costantemente una politica rivolta a promuovere il pieno esercizio di ogni diritto civile, sociale e politico dei suoi cittadini e delle persone handicappate, in particolare la promozione dell’autonomia e la realizzazione dell'integrazione sociale. Operativamente; riguardo alle strutture pubbliche di lvello comunale sonostati nel tempo realizzate le programmazioni ed effettuati gli interventi di seguito esposti ,

[ndr, VEDI DOCUMENTO ORIGINALE ALLEGATO]

Ribadito quindi l’impegno di questa Amministrazione a garantire diritto alla mobilità di ogni cittadino e la concreta fruizione di questo diritto per le persone affette da disabilità, sancita dal principio di eguaglianza di cui all’art. 3 della Costituzione, IMPEGNA la Giunta comunale ad avviare immediatamente ogni attività necessaria a giungere all’adozione del Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (integrato come per legge dalle misure per l’accessibilità urbana) coordinandone i tempi con la programmazione in corso.

Nell’augurarmi di aver risposto con accuratezza e precisione, colgo l’occasione per porgerLe un cordiale Saluto.