Senigallia Atto

Eliminazione delle pedane in legno nel centro storico

Interpellanza del Consiglio Comunale del 28 aprile 2011

Presentazione
Discussione
28.4.2011

Proponenti

Il Consigliere CICCONI MASSI (PDL): “La mia interrogazione è rivolta all'Amministrazione, poi vedrà chi mi potrà rispondere. È una questione che già abbiamo affrontato in sede di Commissione attività produttive, ma credo che sia opportuno che venga anche affrontata in via formale nell'ambito della discussione del Consiglio Comunale, quindi con un'interrogazione.

Faccio riferimento alla questione dell'applicazione delle disposizioni in materia di piattaforme di legno, sulle quali erano posizionati tavoli e sedie nel centro storico. Stando a quella che è la disciplina del Piano Cervellati, se non vado errato, la previsione che era stata indicata era quella di una sostanziale eliminazione in tutto il centro storico di queste strutture in legno o in ferro, così come erano state precedentemente autorizzate dall'Amministrazione comunale.

Come ho già avuto modo di dire in sede di Commissione, dove ho avuto uno scambio di battute anche acceso con l'Assessore Curzi, io credo che da un punto di vista del merito questa decisione che interviene su attività economiche che hanno evidentemente investito denaro, investito tempo, nella realizzazione di strutture, chiaramente strutture facilmente rimovibili, così come voleva la precedente disciplina e come venivano autorizzate, in ogni caso erano comunque degli interventi di natura economica, che caratterizzavano queste attività commerciali presenti nel nostro territorio e in particolar modo nel centro storico. Devo anche dire, ma questo rientra nell'ambito di una valutazione di carattere personale, che io ritengo che le piattaforme in qualche modo garantivano da una parte una maggiore sicurezza per chi ad esempio si trovava a frequentare quegli ambienti, oltre che un maggiore ordine all'interno della città. Non trovo che siano così belli, come ha avuto modo l'Assessore di sottolineare che la maggioranza ritiene, questi tavolini sparsi all'interno delle vie della città, magari contrassegnati o delimitati da cocce o vasi di fiori, che non sono tutta questa bellezza e tutto questo ordine per la città stessa.

Ad esempio potrei sottolineare quello che è avvenuto in Via Cesare Battisti, una via che continua ad essere trafficata, che quindi continua ad avere un traffico, seppur limitato, essendo zona a traffico limitato, in ogni caso il traffico c'è, quindi l'Amministrazione ha disposto che la piattaforma in legno, che era presente di fronte ad un'attività commerciale fosse eliminata.

Ad ultimo ho visto come invece in Via Cavour l'Amministrazione sia intervenuta nei confronti di un'attività commerciale ed abbia addirittura imposto un intervento di lavoro pubblico nella strada, finalizzato a spianare o comunque livellare la strada stessa, con intervento di macchinari, che chiaramente chiedo in quel caso a chi siano stati addebitati, cioè se l'Amministrazione comunale è intervenuta o è stato il privato cittadino che ha fatto questi lavori, addossandoseli direttamente e quindi porgo la domanda: qual è il criterio che l'Amministrazione comunale sta adottando? È un criterio di carattere generale, per cui la regola generale è l'eliminazione e tutto il resto sono eccezioni, oppure è un criterio per cui caso per caso vi è un confronto con gli esercenti per la gestione delle pedane, per la gestione delle piattaforme?

Alcune piattaforme e alcune pedane continuano ad essere presenti nella nostra città. Io non le contesto, anzi io dico che sono delle belle strutture. Credo invece che non siano bellissime le ultime realizzazioni tavolini sparsi in mezzo alla strada. Però vorrei capire il criterio che viene utilizzato, se ci sono criteri oggettivi, se c'è una griglia, se vengono rispettati degli elementi obiettivi, che sia la pendenza della strada, che sia l'ambiente circostante, perché poi capita che nella medesima strada un esercente abbia la possibilità di mantenere e mantenga tuttora la struttura fissa ed altri invece siano stati costretti a spianare la strada a mezzo di bobcat o ruspe e altri mezzi. Volevo capire tutto questo, che in qualche modo sta portando un po' di confusione, secondo me, nella gestione di questo tipo di settore.”

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Risposta

Il SINDACO: “Presidente mi deve perdonare, chiedo scusa anche al Consiglio, ma penso che la replica del Consigliere Rebecchini sia stata tanto inopportuna quanto peggiorativa, rispetto alle considerazioni che ha fatto di un Assessore, di un amministratore di questa città, perché si può sbagliare politicamente, si possono fare cose che attengono alla gestione quotidiana, ma nessuno dice menzogne e riporta bugie. Potrei raccontare di Lei, Rebecchini, tanto, quello che ha detto sulla sanità, sulle PM 10, sulla viabilità, ma io ho sempre preso quelle come considerazioni politiche, sbagliate, inopportune, superficiali, ma non ci siamo mai permessi, anche se lo erano, di dire che erano bugie. Il termine sconveniente, Presidente, non è adeguato rispetto alle considerazioni che il Consigliere ha fatto di un Assessore di questa Giunta.

Dopodiché rispondo al Consigliere Cicconi Massi sulla questione delle pedane. Potremmo fare una storia, della quale ho anche una bella responsabilità, perché le pedane nel 2000 non c'erano, sono state inserite dal sottoscritto nel Piano del centro storico, per garantire non tanto la fruibilità, ma per determinare il perimetro di utilizzo del suolo pubblico, che era di difficile controllo perché c'era tanta anarchia, come Lei ha sottolineato, sapendo che ci sono dei criteri, che sono quelli delle concessioni in essere, che quando scadono poi vanno verificati e volta per volta rispetto a determinate situazioni. Allora su Via Fratelli Bandiera, dove il salto di quota tra l'ingresso dell'esercizio e il piano di calpestio non consente il posizionamento di tavoli e di sedie per le attività che vogliamo alimentare, perché come avrà visto in questo periodo c'è un proliferare in città di occupazione di suolo pubblico, quindi si dà grande occasione ai nostri esercizi di poter esprimersi al meglio, anche mettendo a disposizione suolo pubblico. Lo è per Via Carducci, per Via Cavour, per il Foro Annonario, per il Corso, dappertutto, dove c'è questa attività, c'è un proliferare dell'occupazione del suolo pubblico. Sta venendo fuori pian piano una soluzione adeguata, bella, che ancora ha bisogno di essere affinata, perché cerchiamo anche di andare incontro ai nostri esercizi, quindi magari hanno i vasi che erano precedenti e non glieli facciamo sostituire tutti insieme, ci sono gli ombrelloni che non sono in aderenza alle prescrizioni del Piano Cervellati, li lasciamo stare per una successiva sostituzione e comunque tutti si dovranno adeguare. Quindi a scadenza delle concessioni in essere, perché lì c'erano concessioni che non scadono tutte insieme, scadono un po' per volta, c'è una interlocuzione.

Lei fa riferimento ad un intervento su Via Cavour, dove i tavoli potevano essere posizionati senza pedana e l'attività voleva uno spazio maggiore rispetto alla conformazione del piano di calpestio, quindi abbiamo autorizzato un intervento, dove noi abbiamo fornito il materiale, abbiamo messo la manodopera, che comunque sicuramente è meno costoso di una pedana da realizzare ex novo e lo fa, tra l'altro, in condizioni igieniche ottimali. Sembra paradossale, ma sotto le pedane, Consigliere Cicconi Massi, si trovava di tutto, soprattutto se l'altezza, come erano quelle nel Corso, era sopra i 10 centimetri. Provi ad immaginare quale animale si orientava ad annidarsi lì sotto. Quindi c'è una questione estetica importante, che stiamo affinando nei materiali, una questione igienica non di poco conto, che è stata risolta.

Io sono convinto che alla fine di tutta l'operazione la città risulterà più ordinata, anche, secondo me, molto più bella rispetto a questi accrocchi, che poi diventavano sedi di funghi, di lampade a vetri, lampade per il riscaldamento, divanetti e tutta una serie di elementi ovviamente, magari molto funzionali alle attività, ma poco rispondenti alla città di tutti.”

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Replica

Il Consigliere CICCONI MASSI (PDL): “Chiaramente con il Sindaco partiamo da posizioni che sono diametralmente opposte, se non altro per la valutazione che noi abbiamo sempre avuto nei confronti delle previsioni del Piano Cervellati.

Questa gestione dirigistica del centro storico non ci è mai piaciuta, continua a non piacerci e quindi la contestiamo dalla radice. Per quanto riguarda la decisione dell'eliminazione delle pedane, che in alcuni tratti stradali, ad esempio il Corso 2 Giugno, può avere una sua ratio e una sua validità che non contestiamo, per quanto riguarda altre strade, che continuano ad essere in qualche modo utilizzate dai mezzi e dalle automobili, più o meno, io credo che la presenza di queste pedane sia anche una forma di garanzia di sicurezza per tutti coloro, avventori e non, che utilizzano la pedana stessa e per coloro i quali invece utilizzano la sede stradale.

Io credo che, poi vorrei riapprofondirla meglio, in ogni caso dei criteri ci siano, quindi non è che tutte le pedane verranno eliminate. In qualche caso le pedane continueranno a rimanere, oppure l'Amministrazione darà la possibilità a tutti gli esercizi commerciali di fare quanto è stato fatto in Via Cavour? Se questa è una possibilità, però io credo che su questa, come su tante altre questioni che riguardano il centro storico, la certezza delle regole e la trasparenza delle regole sia una cosa fondamentale per garantire una parità di trattamento tra tutti gli operatori.

Eviterei che il singolo operatore sia poi costretto a dover arrivare in Comune di fronte ai tecnici e ai funzionari e dover trattare in maniera magari estenuante circa la propria singola posizione. Che le regole siano certe, che le regole siano obiettive e che tengano conto anche, ripeto, di un'esigenza, che è quella della sicurezza nell'ambito della sede stradale, che in questo caso secondo me non viene presa in considerazione, perché, ripeto, un conto è una pedana, un conto è un vaso di fiori, posizionato in una sede stradale che continua ad essere trafficata, seppur in maniera limitata, visto che è zona a traffico limitato, da auto e da mezzi che possono essere mezzi pesanti, possono essere mezzi di qualsiasi tipo. Credo che in quel caso delle accortezze da un punto di vista dell'aspetto della sicurezza debbano essere in ogni caso garantite.”

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