Senigallia Atto

Applicazione del Piano Cervellati sugli arredi degli esercizi commerciali

Interpellanza del Consiglio Comunale del 13 aprile 2011

Presentazione
Discussione
13.4.2011

Proponenti

Si dà atto che entra il Consigliere Angeletti: Presenti con diritto di voto n. 18.

Il Consigliere PAZZANI (Lega Nord): “Buonasera. L'interpellanza riguarda il Piano Cervellati, il Piano Particolareggiato del centro storico. Pensavo che potesse rispondere Ceresoni, ma non c'è, risponde il Sindaco.

Sindaco, Lei conosce perfettamente la situazione del centro storico. Leggevo ieri i dati che ha pubblicato la Confartigianato, praticamente ci sono 222 esercizi commerciali adesso nel centro storico, qualche anno fa erano più di 300. Il Piano Cervellati, secondo me, non ha facilitato molto l'economia del centro storico, soprattutto perché stavo seguendo una segnalazione, una settimana-dieci giorni fa, in merito alle regole stringenti che sono state poste per esempio in ambito dell'arredo urbano e mi riferisco alle tende, alle insegne, all'illuminazione e alle pedane. Non ci sono, leggendo il secondo capitolo del Piano Particolareggiato, regole particolari o direttive, anzi non c'è nemmeno una parola per quanto riguarda le sedie e i tavoli esterni degli esercizi commerciali, però nonostante questo l'Amministrazione comunale ha richiesto, lo posso dire con certezza, che per esempio i tavoli e le sedie debbano essere o in legno o in metallo antracite.

Sul Piano Particolareggiato non c'è una parola per quanto riguarda l'arredo urbano di tavoli e sedie, si parla di altro, almeno io non ho trovato nulla, eventualmente se dovessi sbagliarmi me lo farà notare. Questa cosa sicuramente ha delle ripercussioni economiche per chi deve cambiare tavoli e sedie nell'ordine di qualche centinaia di Euro, ma per gli esercizi importanti può arrivare anche a qualche migliaio. In più, una conseguenza che non è secondaria, si arriverà comunque ad una omologazione, che è esattamente contraria alle previsioni del Piano.

Leggo solamente una riga, che è la parte finale del secondo capitolo del Piano: ''Per questo le norme raccomandano grande sobrietà e soprattutto di evitare banalizzanti omologazioni''. Secondo me invece la politica che sta facendo adesso l'Amministrazione comunale va proprio in senso opposto a quella del Piano, cioè per tavoli e sedie si è richiesto che debbano essere in legno o in metallo colore antracite e il Piano dice esattamente il contrario, che non devono esserci omologazioni.

Vorrei sapere se è un fatto isolato, oppure verrà richiesto comunque che tavoli e sedia debbano rispondere a determinati requisiti. Grazie.”

Si dà atto che entra il Consigliere Sardella: Presenti con diritto di voto n. 19.

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Risposta

Il SINDACO: “Risponde il Sindaco, anche con elementi e ringrazio il Consigliere Pazzani, che dà la possibilità di fare chiarezza su dibattiti, che attengono alla città, qualche volta alle Commissioni consiliari, qualche volta al bar, che però non hanno forse i giusti elementi.

Intanto parliamo del Piano Cervellati in senso lato e La invito, Consigliere Pazzani, a vedere cosa sta accadendo oggi dentro il nostro centro storico, rispetto allo strumento urbanistico, intanto, perché significa riqualificazione, a partire da questo palazzo, quindi per l'intervento pubblico, a partire dai Giardini Catalani, un altro intervento legato ad uno strumento che dice determinate cose sull'uso dei materiali, sulla tipologia, sulle modalità di intervento, sulle modalità di realizzazione.

Le faccio l'esempio per mutuarlo e poi arrivare nello specifico alla domanda che Lei ha posto come interrogazione: nel Piano Cervellati che un anno fa di questi tempi dicevamo che era troppo vincolistico, che c'erano scritte cose troppo prescrittive, che non avrebbe permesso, non avrebbe determinato, avrebbe portato alla paralisi, quel Piano determina per il pubblico la riqualificazione del palazzo comunale e i Giardini Catalani dentro delle indicazioni, secondo cui devono essere utilizzati materiali armonici e filologici rispetto alla storia di questa città. Non c'è scritto che bisogna adoperare l'arenaria o il selce, o il montato con una tessitura o altro. Ovvio che chi interviene, e parliamo del pubblico che governa il processo, poi può facilitare quel tipo di intervento tenendo conto di quelle letture. Allora i Giardini Catalani vengono in un modo, come è avvenuto prima per Via Carducci. Possiamo dire la stessa cosa per le occupazioni di suolo pubblico, parliamo del pubblico, che permette al privato di utilizzare uno spazio, con le regole del pubblico, non con le regole del privato, che sono una lettura armonica della proposta che il privato va a fare, che non vuol dire: omogenea e dozzinale, vuol dire armonica e attenta.

Siccome sforniamo decine di occupazioni del suolo pubblico nell'arco della settimana, sia quelle che sono a carattere temporaneo, sia quelle che sono a carattere permanente, Le posso dire che quello che sta accadendo è un disegno più attento rispetto a quello che il privato propone, dentro un abaco: i tavolini sopra il suolo pubblico, dentro l'attività privata, devono avere quelle caratteristiche. Se il tavolo è di legno, non deve essere per tutti uguale o sedie tutte uguali, c'è un abaco, che dà indicazioni sulla tipologia dell'oggetto da esporre, perché di quello si tratta, non è solo funzionale all'attività, ma quell'attività incide nella gestione del centro e nell'armonia dello stesso, quindi se dovessimo derogare, come è accaduto per tanti anni, allora si propongono, perché no?, i tavoli di plastica, le sedie di qualche centro commerciale dozzinale, invece si fa, dentro il centro storico, una scelta, che non propone una tipologia, propone un abaco di elementi. Se oggi vogliamo, anche insieme, mutuo una proposta di un Suo collega di maggioranza, facciamo un giro in città e ci accorgiamo che l'eliminazione delle pedane, che non era stata nient'altro che un'invenzione forse del sottoscritto nel 2000, per perimetrare le aree date in concessione, che erano fuori controllo, oggi lo si fa sottraendole e mettendo a disposizione un suolo, dove è adeguato ed opportuno, dove non è adeguato concedendo quello che rende possibile.

Quindi la volontà dell'Amministrazione è: facilitare l'occupazione del suolo pubblico in funzione delle esigenze delle attività che crescono, in Via Carducci, al Foro Annonario, in Piazza Simoncelli, per il Corso, in Via Pisacane, guardatele, le possiamo anche numericamente comparare, quando parliamo di suolo pubblico parliamo sempre di ristoranti, di wine-bar, attività simili. Compariamole e poi numericamente vediamo se sono quelle di 5 anni fa, di 10 anni fa o quelle di oggi, dove ovviamente Senigallia è riconosciuta anche per questo tipo di offerta, che significa anche trasformarla rispetto alle impostazioni commerciali.

Quindi io ritengo che non ci sono regole prescrittive, quindi vuol dire che quello strumento è duttile e flessibile e dentro quella duttilità c'è un elemento di armonia e di amore e di estetica per il rispetto del nostro centro storico, che con le iniziative dell'ultimo anno, proprio in applicazione, stanno emergendo con forza, a partire dal Corso a continuare su Piazza Saffi, proprio con l'eliminazione delle pedane e di quegli elementi di arredo, che poi non lo sono, perché poi significano fioriere di plastica, multicolori, significa invece un'attenzione all'armonia, che penso sia indispensabile per un elemento di grande qualità, come il nostro centro storico e, Le assicuro, forse anche a prezzi molto più contenuti di quelli della pedana, delle ringhiere, delle recinzioni, che ovviamente attenevano poco ad una città di grande qualità, come Senigallia, ma magari a situazioni diverse, anche vicine a noi, ma che ovviamente non hanno questa peculiarità.”

Si dà atto che entra il Consigliere Mazzarini: Presenti con diritto di voto n. 20.

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Replica

Il Consigliere PAZZANI (Lega Nord): “Grazie per la risposta. Io rimango dell'opinione che comunque corriamo il rischio di una grande omologazione del centro storico, con tavolini in legno oppure in metallo colore antracite. Comunque prendo atto della risposta del Sindaco, mi sono limitato a leggere le disposizioni del Piano Particolareggiato e le richieste che ha fatto l'Amministrazione ad alcuni commercianti del centro.”

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