Senigallia Atto

Modifica dello Statuto comunale avente lo scopo di affermare la natura pubblica del bene acqua

Delibera del Consiglio Comunale N° OM/10_52_CC del 12 maggio 2010

Presentazione
Approvazione
12.5.2010

Firmatari

Testo

COMUNE DI SENIGALLIA
PROVINCIA DI ANCONA
DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N°       52
Seduta del 12/05/2010
OGGETTO:	DISCUSSIONE GENERALE PUNTI 9 - 10  
L’anno DUEMILADIECI addì DODICI del mese di MAGGIO alle ore 18,30 nel Palazzo Municipale di Senigallia e nella solita sala delle adunanze consiliari.
Essendo legale l’adunanza per il numero degli intervenuti, il Sig. Monachesi Enzo nella qualità  di Presidente, dichiara aperta la seduta, alla quale assiste il  Segretario Comunale Dott. Morganti Stefano.
Chiama a fungere da scrutatori i Consiglieri Signori: 1º Pazzani Tiziano; 2º Gregorini Mauro; 3º Fiore Mario.
Il Presidente del Consiglio MONACHESI: “Siamo al punto 9. C'è una proposta di modifica e integrazione dello Statuto comunale presentata dalla Giunta e c'è una modifica-integrazione dello Statuto comunale presentata dai Consiglieri Battisti, Mancini e Rebecchini del Gruppo Partecipazione. Anche qui proponiamo la discussione unificata perché l'argomento è lo stesso, con votazione separata.”

Il Presidente del Consiglio MONACHESI pone in votazione, palese con modalità elettronica, la proposta di discussione unica dei punti 9 e 10 dell’ordine del giorno dei lavori consiliari che viene approvata con 28 voti favorevoli, nessuno contrario, nessuno astenuto, 2 presenti non votanti (Bucci, Fiore) come proclama il Presidente ai sensi di legge.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: “Ci sono tre proposte di emendamento sulla proposta di integrazione dello Statuto, presentata dalla Giunta e una proposta di emendamento per la proposta di modifica presentata dai Consiglieri Battisti, Mancini e Rebecchini. Adesso vi verranno distribuite, intanto io procederei con la presentazione della proposta di modifica e integrazione dello Statuto, presentata dalla Giunta.”

Il SINDACO: “Ci eravamo presi l'impegno, come uno dei primi atti da trasmettere al Consiglio Comunale, della modifica e integrazione del nostro Statuto comunale per inserire quegli elementi che possono essere utilizzati per difendere il bene acqua, come una fonte di vita insostituibile e quindi l'elemento della pubblicità di questo bene pensiamo che sia inevitabile.
Lo diciamo oggi all'interno del Consiglio Comunale, cercando di fotografare un po' la situazione, quello che le Amministrazioni sagge precedenti hanno fatto, nel nostro Comune, per far sì che ci fosse sempre un controllo, una gestione, una pianificazione attenta per preservare, per tutelare, per migliorare la distribuzione di questo bene. Penso al Sindaco Orciari, quando in maniera lungimirante, facendo investimenti importanti, decise di attivare il consorzio delle fonti, allora Consorzio del Sentino, per portare l'acqua con l'acqua minerale che noi oggi abbiamo dentro i nostri rubinetti e portarla da Gorgovivo fino alla distribuzione completa nel nostro territorio.
Quello che poi è stato fatto successivamente in adempimento alla legge Galli, che riconfermava quello che può sembrare un paradosso, ma l'acqua come bene di tutti, da tutelare, da preservare e da garantire.
L'Amministrazione comunale di Senigallia allora decise di passare ad una gestione più economica e attenta territoriale, con il conferimento del servizio dalla gestione diretta a quella di area vasta, in modo da consentire investimenti importanti, gestioni in economia, gestioni economiche, gestioni di sistemi e messa a rete, che hanno visto poi anche interventi di tipo successivo, legati all'ottimizzazione di quel bene, penso all'acquedotto industriale, penso al rinnovo costante delle reti, penso alla bonifica delle stesse per diminuirne le perdite, quindi ottimizzare la risorsa. 
Quindi dentro questo percorso c'è stata la costituzione prima di un consorzio e poi di una società, la Multiservizi SpA, che è una società di capitale interamente pubblico, con la quale noi abbiamo affidato, per un'azione importante del Comune di Senigallia, attraverso l'ATO, la gestione per 20 anni di questo servizio, un affidamento in house, che significa che si sono evitate le gare, i bandi e le possibili gestioni sovra territoriali. Società dove tutti i 49 Comuni della nostra Provincia ed alcuni della Provincia di Macerata sono soci e quindi intervengono direttamente nella pianificazione, nella distribuzione e nella tutela ancora una volta del bene acqua.
A fronte di queste scelte ci sono state anche delle interlocuzioni europee per verificarne l'esatto percorso e metterne in discussione anche la modalità che l'ATO, dove il Comune di Senigallia, dicevo, ha avuto l'azione protagonista, importante per l'affidamento con quelle modalità, ha difeso, anche all'interno della Comunità Europea, questo percorso, che a quel punto la Provincia di Ancona aveva messo in campo. Ora invece ci sono provvedimenti normativi che vanno in tutt'altra direzione, perché ovviamente se ne capisce il grande valore non sociale, non ineludibile, ma un valore economico, che in parte ci spinge ad acquistare da una parte ancora l'acqua in bottiglia, con delle speculazioni terribili e dall'altra la limitazione del bene, con operazioni che nel lungo periodo possono creare situazioni di monopolio gestito da privati, che sono oltre che preoccupanti, assolutamente contrarie al valore che ha l'acqua per la civiltà e per noi tutti, quindi per gli esseri viventi.
Quindi modificare lo Statuto riconfermando la gestione in piena disponibilità del pubblico e l'impossibilità di consentire al privato di intervenire nel percorso di gestione, se non la gestione delle reti, ci sembrava un atto dovuto e per il Sindaco tra l'altro in campagna elettorale il primo impegno che si è assunto con i cittadini e proprio per il lavoro che avevamo fatto in questi anni, ci sembrava anche un atto che fosse inevitabile.
Certo è che può avere solo un'azione importante sì, perché quando si cambia lo Statuto di un ente ovviamente è un'azione importante, ma l'azione vera dovrebbe essere a livello parlamentare dove bisognerebbe rivedere i provvedimenti che si stanno assumendo, ritornando indietro rispetto ai Decreti Legge e tornando indietro rispetto a questa ormai incardinata via della privatizzazione della gestione, che per noi è un elemento di grande preoccupazione.
Ovviamente siamo anche a sostegno di almeno una delle proposte referendarie, rispetto al mantenimento di questo criterio e quindi tutto quello che viene messo in campo per consentire ai cittadini di conoscere, perché forse ancora non ne hanno capito bene l'orizzonte e dove le proposte di legge e la legge e il Decreto si stanno muovendo, ovviamente va sostenuto per aumentare la sensibilità e quindi chiediamo al Consiglio Comunale di votare questa modifica statutaria per rafforzare l'azione dell'Amministrazione che può essere esercitata all'interno della Multiservizi, può essere esercitata finché sarà ancora in essere, all'interno dell'ATO, quindi all'interno dell'Ambito Gestione Territoriale che pianifica e che garantisce la pubblicità dell'acqua, quindi tutti quegli atti che vanno in questa direzione, secondo me, vanno sostenuti, ad iniziare dalla proposta che oggi viene sottoposta alla valutazione e al voto del Consiglio Comunale.”

Il Consigliere MANCINI (Partecipazione): “Io credo che l'affermazione di un principio sia importante e quindi vada affermato, però nello stesso tempo credo che da parte nostra vadano assunti anche altri impegni, perché il principio dell'acqua come bene comune, come bene non soggetto ad una rilevanza economica, deve implicare anche tutta una serie di scelte amministrative di gestione di questo bene nel territorio di Senigallia, che l'Amministrazione deve accogliere, deve riconoscere, congiuntamente alla scelta della modifica dello Statuto e noi ne abbiamo messe diverse in premessa, ne ricorderò alcune, perché ci sembrano qualificanti, perché nel momento in cui diciamo che l'acqua è un bene che deve essere a disposizione di tutti, naturalmente bisogna pensare che nel territorio comunale debbano essere installate una serie di fontanelle pubbliche, a disposizione diretta dei cittadini, anche per scoraggiare l'uso dell'acqua dentro le bottiglie di plastica.
Oggi a Senigallia se hai voglia, dopo che sei uscito di casa e ti sei dimenticato di portare dietro una bottiglia, ci vuole 1 Euro, 1,5-2 Euro per mezzo litro d'acqua, se andate nei bar del centro o del lungomare, soprattutto d'estate. Ad esempio a Firenze ci sono delle fontanelle pubbliche, che distribuiscono l'acqua gratuitamente ai cittadini ulteriormente depurata, l'acqua è già potabile, quella dell'acquedotto di Firenze, la fontanella funziona anche come luogo per l'ulteriore miglioramento della qualità dell'acqua che viene gratuitamente distribuita a tutti.
Se pensiamo all'acqua come bene a disposizione di tutti, bisogna che il principio contenuto nelle norme di Multiservizi, che dice se non paghi, interrompiamo l'allaccio, deve essere modificato subito. Noi sappiamo che se un cittadino non paga la corrente elettrica, 100 watt per tenere accesa una lampadina gli restano. Allora se un cittadino si trova nella condizione di non pagare la bolletta dell'acqua, non è ammessa l'interruzione del servizio. Si tratterà della riduzione del servizio, ma una quantità minima legata alla sopravvivenza deve essere garantita.
Poi c'è la questione grossa e spinosa che riguarda Multiservizi, cioè io vorrei ricordare che in modo particolare il secondo quesito su cui oggi si stanno raccogliendo le firme, comporterebbe che una società come Multiservizi non possa più garantire il servizio idrico. Questo va detto, a me fa molto piacere che si sia creato uno schieramento ampio, dietro la raccolta delle firme sui referendum, però nei documenti del Comitato nazionale, l'abrogazione di questo articolo, quello che fa riferimento al secondo quesito, non consentirebbe più il ricorso ad una società di capitali, anche se questi capitali sono forniti da enti pubblici, quindi sappiatelo, siatene consapevoli, nel momento in cui si sostiene quel tipo di scelta, perché Multiservizi, comunque è una società per azioni, gestisce l'acqua secondo una logica da società per azioni, anche se l'azionariato è dei Comuni.
La differenza tra una società per azioni e invece una società pubblica, immaginate voi se sulla retta delle mense scolastiche fosse associato anche il costo per la manutenzione e il rinnovo dei locali della mensa, delle strutture della mensa. L'anno scorso abbiamo rimesso a posto la mensa scolastica alla Pascoli, che è costata un milione e più di Euro, allora quella spesa, se fosse stata Multiservizi, l'avrebbe messa sulla tariffa, quindi quello è il modo di funzionare, quando invece gli investimenti, la manutenzione, il miglioramento della rete, la rete dell'acqua industriale, tutte queste opere pubbliche dovrebbero essere sostenute dalla fiscalità generale e i cittadini solamente provvedere a pagare il loro consumo, salvo una quota minima gratuita.
Questo è quanto noi chiediamo, questo è quanto si chiede con i tre referendum dei quali oggi stiamo insieme a molti di voi raccogliendo le firme. Quindi c'è un servizio e poi ci sono degli approfondimenti nelle società di diritto privato, questo sempre il Comitato nazionale dei referendum, partecipate da un soggetto pubblico, non perdono infatti la loro natura di enti privati, per il solo fatto che il loro capitale sia alimentato da conferimenti provenienti dagli enti pubblici. Tra l'altro dice le società di capitali, seppur con una presenza di capitale pubblico, sfuggono alla giurisdizione della Corte dei Conti, quindi bisogna pensare che l'acqua debba essere gestita da un ente di diritto pubblico, non da un ente partecipato dal pubblico, anche interamente, ma che comunque si muove con una logica privatistica.
Quindi noi dobbiamo affermare il principio, ma dobbiamo anche mettere in cantiere una serie di scelte per realizzare quel principio e non lasciarlo lì come una bandiera che è stata messa, ma che non ha nessun riscontro con la quotidianità del servizio e del rapporto con la cittadinanza.
Poi ci sono altri punti che abbiamo messo in premessa, che comunque rappresentano delle assunzioni di responsabilità, contrastare il crescente uso delle acque minerali e promuovere l'uso dell'acqua dell'acquedotto, per gli usi idropotabili a cominciare dagli edifici pubblici, quindi togliendo quelle schifezze che abbiamo anche qui in diversi uffici, tra l'altro è un'acqua di pessima qualità, provatela se non ci credete, che va tolta al più presto, l'avevo già chiesto nel passato mandato, dalle strutture, dalle mense scolastiche, dagli impianti sportivi. Le scuole sono diventate dei distributori di bottigliette da mezzo litro di acqua minerale che viene chissà da dove e chissà da quanto è lì dentro. Mettere un lavandino con una fontanella a distribuzione degli studenti in modo che sia garantita l'igiene, credo che sia una cosa che potremmo promuovere e fare anche con una certa facilità dappertutto, in tutti i luoghi pubblici dove ci sono le macchinette che distribuiscono l'acqua nelle bottiglie di plastica.
Poi c'è il problema del risparmio idrico, c'è il problema dell'introduzione dell'impianto idrico doppio, industriale e potabile, perché da noi esistono degli spezzoni di impianto industriale. L'impianto industriale abbiamo chiesto molte volte a Multiservizi, però Multiservizi ha detto che comunque i costi non ci starebbero, perché ragiona con una logica da società per azioni e non da investimento pubblico, che invece in questo caso sarebbe necessario. Io mi chiedo ad esempio se gli autolavaggi funzionano con l'acqua minerale di Gorgovivo oppure con l'acquedotto industriale. Credo purtroppo che funzionino con l'acqua di Gorgovivo, quindi io credo che in questo senso un'Amministrazione che voglia essere conseguente con le affermazioni di principio che fa, dovrebbe quasi fare un censimento per vedere come viene usata l'acqua, in quali frangenti, in quali usi industriali. Tutte le aziende, anche le piccole o meno piccole, che ci sono sul nostro territorio anche nelle lavorazioni industriali, nella stragrande maggioranza dei casi, usano l'acqua minerale di Gorgovivo e credo che non sia tollerabile, bisogna che interveniamo nel merito, anche perché si tratta di risparmiare l'acqua, perché non è che sia infinita.
Poi ci sono altri punti, le norme di tipo urbanistico edilizio, si tratta di recuperare l'acqua piovana, vedere – questo l'avevamo proposto in alcuni casi anche nel precedente mandato – di fare uno studio in modo tale che l'acqua piovana possa essere recuperata e poi usata per degli usi appropriati e poi ci sarebbero tante altre cose da fare dal punto di vista culturale, di presa di coscienza su questo problema. Allora ripeto e concludo noi vogliamo affermare un principio, però vogliamo che questo principio diventi anche ispiratore di scelte concrete, messe in atto dall'Amministrazione comunale.
Per questo noi pensiamo che la scelta migliore che possiamo fare questa sera sia di rinviare in Commissione tutte e due le proposte, proprio perché il problema è molto  ampio, ha delle implicazioni che vanno al di là dell'aggiunta di due o tre frasi nello Statuto comunale, chiediamo che le due proposte di delibera vadano in Commissione, in Commissione siano approfonditi tutti gli aspetti collegati all'affermazione del principio che dicevamo nello Statuto comunale, in Commissione possono essere sentite le associazioni dei consumatori e le associazioni ambientaliste, può essere sentito il comitato promotore dei referendum e tutti quelli, singoli o associati, che da anni hanno dimostrato in città una sensibilità sul tema dell'acqua pubblica, in modo che si arrivi, qui sì in modo partecipato, alla modifica dello Statuto, ma anche all'adozione di altre scelte importanti per la nostra comunità cittadina.”

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: “In presenza di una proposta del Consigliere Mancini, di portare le due proposte di modifica in Commissione, prima di andare al voto della proposta, mi aspetto un intervento a favore e uno contro, prima di proseguire nella discussione, nel caso in cui venga bocciata la proposta.”

Il Consigliere CAMERUCCIO (PDL): “Intervengo a favore della proposta che ha fatto poco fa il Consigliere Mancini, perché già nella Conferenza dei Capigruppo il Vice Presidente Cicconi Massi aveva fatto un intervento non politico, ma nel merito anche del quadro normativo e legislativo, che di fatto non riguarda Senigallia o l'Italia, ma riguarda l'Unione Europea, quindi di fatto parliamo di leggi o di norme che si ricollegano e sono inquadrate nell'ambito delle normative europee. Chiaramente quindi il quadro è articolato, complesso, il che vuol dire modificare lo Statuto con l'aggiunta di quei capoversi che praticamente si delibererebbe di modificare lo Statuto stesso, evidentemente noi riteniamo che prima sia necessario un approfondimento di tutta la partita. Il ragionamento che ha fatto Mancini, più in generale, la qualità del servizio, l'efficienza del servizio, la qualità del servizio sul territorio per i cittadini è fondamentale e chiaramente è l'aspetto principale, ma nel merito sulla proposta di modifica statutaria e della maggioranza e anche del gruppo, il cui Capogruppo è il Consigliere Mancini, riteniamo che per il fatto di essere questione ricollegata ad un ambito più complesso e anche sovranazionale, sia necessario questo rinvio in Commissione.”

Il Consigliere MAGI GALLUZZI (PD): “In merito alla proposta, per esprimere la nostra contrarietà al rinvio in Commissione, perché qui stiamo parlando di due proposte che sono – ho visto anche gli emendamenti – pressoché identiche nel deliberato, per cui c'è una modifica dello Statuto che credo sia opportuno tra l'altro fare in questa serata, è un percorso già iniziato dall'Amministrazione precedente, quindi noi lo vogliamo concludere, dopo di che sul tema dell'acqua che è un tema assai complesso sulla gestione del servizio idrico integrato, siamo disponibili a fare tutte le Commissioni che servono per approfondirlo e per confrontarci sulle diverse opinioni che abbiamo e che già sono emerse e abbiamo anche su una modalità di gestione, perché è inutile nasconderlo, la nostra società di gestione che è una società di capitali, ma a totale capitale pubblico, pensiamo che sia un'ottima società, che abbia gestito in maniera corretta fino adesso il servizio, per cui intanto modifichiamo lo Statuto, dopo di che siamo disponibili ad approfondire il tema dell'acqua in tutte le sue forme, confrontandoci anche sulle opinioni diverse, nel rispetto reciproco, in Commissione. Però intanto lo Statuto lo vogliamo modificare.”

Il Presidente del Consiglio MONACHESI pone in votazione, palese con modalità elettronica, la proposta di rinvio in commissione che viene respinta con 11 voti favorevoli, 16 contrari (Angeletti, Brucchini, Bucci, Donatiello, Fiore, Giacchella, Gregorini, Magi Galluzzi, Mangialardi, Monachesi, Quagliarini, Ramazzotti, Romano, Salustri, Sardella, Sartini), 3 astenuti (Bucari, Girolametti, Pergolesi) come proclama il Presidente ai sensi di legge.

Il Consigliere GIACCHELLA (PD): “Volevo ricollegarmi un po' al discorso che ha fatto anche il Consigliere Mancini con la citazione dei referendum, perché tutti noi oggi non possiamo non considerare quello che è un fenomeno in atto e che, date le dimensioni, ha assunto anche i caratteri ormai della straordinarietà.
Decine di migliaia di persone, oltre 350.000 persone nei primi due fine settimana, sono accorse a porre la firma a sostegno dei tre referendum a tutela dell'acqua pubblica. A Senigallia in un grigio sabato mattina sono accorse 342 persone e in tre banchetti che sono stati tenuti abbiamo raccolto, perché eravamo anche noi del PD in prima fila, 1.000 firme, esaurendo tutti i moduli vidimati, quindi utili alla raccolta.
Di fronte a questo fenomeno, io credo che sia importante e doveroso riflettere. Siamo infatti dinnanzi ad un'importante pagina di politica partecipata e collettiva e questo per me sta a significare che vi sono ancora dei temi, e l'acqua sicuramente lo è, per i quali e grazie ai quali le persone, malgrado una certa politica, ritrovano l'entusiasmo e la passione per mobilitarsi e lottare. La politica, quindi noi e chiunque oggi riveste un ruolo istituzionale o partitico, non può prescindere da ciò e non può non prendere coscienza di quello che sta accadendo.
Il tema dell'acqua è universale, per questo il mio appello è rivolto a far sì che esso non si impantani nella palude del politichese e delle solite polemiche politiche e partitiche. Il tema dell'acqua è aggregante, intorno e grazie ad esso dovrà registrarsi una totale convergenza, perché tutelando l'acqua si tutelano le persone e la dignità delle persone.
Stefano Rodotà, una mente che per me è illuminata e illuminante, in un suo recente intervento afferma che il tema dell'acqua ha l'effetto benefico di rendere autonome le scelte politiche, non immiseriamo questa occasione in inutili ripicche. L'acqua è un bene comune, è un diritto universale dell'uomo.
Affermare, come sento dire, che l'acqua rimarrà comunque un bene pubblico indispensabile e che la proprietà formale rimarrà in mano pubblica, significa che sarà comunque sempre il privato a gestire questa risorsa, esercitando su di essa il pieno governo e ogni pieno potere. A differenza anche di quanto alcuni vengono a sostenere, l'Unione Europea non impone la privatizzazione, perché l'Unione Europea, sulla base del principio di auto-organizzazione amministrativa, lascia liberi gli Stati membri e le loro suddivisioni costituzionalmente riconosciute, di definire quali siano i servizi di interesse generale e cioè quelli privi di rilevanza economica e quelli invece che sono i servizi di interesse economico generale, cioè quelli che per la nostra legislazione sono a rilevanza invece economica.
Poi vorrei rivolgere anche un appello a molti personaggi politici che sento parlare in questo periodo in televisione, per strada, ovunque, che ritengono sia valida ancora quell'equazione acqua pubblica come carrozzone per i politici trombati, per i figliocci dei soliti padrini politici. Vorrei innanzitutto ricordare che questa equazione è valida ora e lo sarà anche e forse ancor di più con la privatizzazione.
Vorrei però soprattutto ricordare a questi personaggi che il compito della politica, il nostro compito, quello che ci hanno delegato i cittadini, non è quello di limitare i danni dei carrozzoni, ma sarà quello invece di annullare i danni che possono provocare questi carrozzoni, con politiche che vadano a premiare il merito e la competenza delle risorse umane.
Il compito di tutti noi dovrà essere quello di garantire la pubblica proprietà, di salvaguardare quindi la pubblica gestione di questo bene, approntare tutti gli strumenti utili e necessari per divulgare le buone pratiche di utilizzo dell'acqua, garantendone così un uso virtuoso.
L'acqua è fonte di vita, la sua tutela è fonte di speranza per un futuro più limpido. È per questo che voterò la proposta di modifica e integrazione dello Statuto presentata dal Sindaco e dalla Giunta e condivisa da tutte le forze di maggioranza, una proposta che coerentemente a quanto fatto dalla precedente Amministrazione, e in coerenza a quello che è stato il nostro programma di governo, va senza dubbio nella stessa direzione, che ci viene con entusiasmo indicata da gran parte della cittadinanza.”

Il Consigliere PARADISI (Coordinamento Civico): “Sarò brevissimo, perché ritengo l'argomento irrilevante in questo Consiglio Comunale. Dopo il diritto all'acqua magari parleremo di diritti umani all'aria, al fuoco, alla terra, agli elementi essenziali.
Credo che il Consiglio Comunale si dovrebbe occupare in modo più serio di cose più serie. Un conto è riconoscere alcune caratteristiche di servizi idrici, prevedere che ci siano più fontanelle, un uso più parsimonioso dell'acqua, altro conto è scrivere sullo Statuto di diritti umani, di diritti universali. Siamo nel Comune di Senigallia, occupiamoci delle cose senigalliesi e se ci vogliamo occupare dell'acqua, occupiamoci dell'acqua in termini relativi al Comune di Senigallia, di come viene gestita, nel Comune di Senigallia, e come la devono gestire o la dovrebbero gestire i cittadini.
Gli Statuti che prevedono i Comuni denuclearizzati, il diritto umano universale all'acqua, io lascerei questa demagogia, che faceva parte di un modo di far politica degli anni '70, nel frigorifero della storia. Ritengo che sia assolutamente invotabile una deliberazione di questo genere e invito i Consiglieri Comunali ad occuparsi dei problemi concreti di Senigallia, ivi compreso quello dell'acqua, ma concretizzandolo e calandolo nel tessuto cittadino, senza pensare oggi di assurgere, i nostri Consiglieri Comunali non pensino di assurgere a legislatori universali, soltanto perché dichiarano nel piccolo Statuto, del piccolo Comune di Senigallia che l'acqua è un diritto umano, universale.
Invito il Presidente ad invitare tutti i Consiglieri ad occuparsi di tematiche in modo più serio, anche perché l'acqua è un tema serio e merita discussioni e argomentazioni più serie di quelle che ho sentito fino a questo momento.”

Il Consigliere GIROLAMETTI (Città Futura): “ Molto brevemente, questa sera mi interessa che si mettano dei paletti chiari e certi, per quanto riguarda l'acqua. Vorrei che da questa sera uscissimo con una modifica dello Statuto che prevede che l'acqua è un bene supremo, comune dell'uomo, che non ha rilevanza economica.
Dopo di che questo non esaurisce il problema ovviamente, ne consegue però che nelle Commissioni, ed ecco il motivo per cui sono stato titubante, venga ripreso il problema, perché io credo che su questo tema si debba discutere a lungo. Quindi oggi votiamo, io so benissimo cosa significa dire che non ha rilevanza economica e so le conseguenze che ha anche sulle SPA a totale capitale pubblico, perché scrivere questo significa poi essere conseguenti. A me interessa che questa sera ci sia questo e sia chiaro, poi ci saranno tempi, modi e io spero lunghi, per entrare nel merito della questione a Senigallia e non solo, perché in tutta Italia si raccolgano firme per dei referendum che questa volta, intanto si facciano e intanto si vincano.
Quindi non sarà sufficiente parlarne in questo Consiglio Comunale questa sera, ma se ne parlerà a Senigallia nei prossimi due mesi e per tutta la campagna referendaria e mi piacerebbe che il tema fosse ripreso, e sarò sicuramente d'accordo, affinché il tema venga ripreso nella Commissione stabilita.
Però io vorrei anche ricordare che la Legge 23, che ci riguarda, riguarda anche noi, del settembre 2009, prevede la decadenza delle SPA a totale capitale pubblico, le cosiddette SPA in house, di cui fa parte la Multiservizi. Io sono anche favorevole ad andare oltre alla Multiservizi, ma questo è qualcosa che ancora dobbiamo tutelare, perché solo perché non sono stati fatti i Decreti attuativi, ancora possiamo parlare di SPA in house, altrimenti la legge prevede la decadenza entro il 31 dicembre 2011, prevede che queste aziende non possano assumere personale, prevede che siano soggette all'antitrust mentre quelle con capitale privato non lo sono, prevede che per il 31 dicembre 2012 ci sia l'obbligo del subentro di un capitale privato, che sia maggioritario e che comunque sia quello che gestisce le società miste. Questa è la legge che abbiamo di fronte.
Ecco perché è fondamentale, anziché andare a parlare della Multiservizi oggi, raccogliere le firme per tutti e tre i referendum. Dopo di che potremmo anche discutere se è meglio la gestione attraverso società consortili dei Comuni, società speciali e io posso esprimere un parere personale sono favorevole, oppure mantenere le società a capitale pubblico in house, ma non certo con le limitazioni che ci sono oggi, che poi finirebbero per essere soccombenti rispetto ad altre.
Allora la questione va studiata, va approfondita, ma è importante che questa sera si voti. Io non ho nessuna difficoltà a votare il dispositivo presentato dal Gruppo Partecipazione, mi interessa però che sia chiaro, così come lo è nella delibera presentata dalla Giunta, senza entrare nel merito, avremo tempo e modo per entrarci, di porre due paletti, come c'è scritto nel dispositivo: bene comune pubblico, privo di rilevanza economica.”

Il Consigliere CICCONI MASSI (PDL): “La discussione può essere anche interessante o appassionante, quella relativa alle modalità di gestione del servizio idrico e alla necessità di tutelare il principio dell'acqua pubblica come principio fondamentale e diritto fondamentale dei cittadini. Può essere interessante, ma io sinceramente non trovo una giustificazione nel fatto che all'interno di uno Statuto comunale si vada ad inserire non un principio di carattere generale, ma si vada ad interferire in maniera diretta rispetto a delle norme che hanno una valenza di carattere nazionale ed europeo.
Quando andrete a votare, perché come gruppo noi non voteremo le due proposte di modifica, quando si afferma che il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, noi non stiamo affermando un principio generale, noi poniamo una valutazione che il Comune di Senigallia ha rispetto ad un tipo di problema che è un problema contingente, perché se l'avessimo dovuto votare ad esempio un paio di anni fa, non avremmo dovuto utilizzare il termine di rilevanza economica, perché il termine era diverso, si parlava di rilevanza industriale dei servizi pubblici, parlando relativamente alla gestione, anziché utilizzare il termine rilevanza economica, la normativa italiana ed europea faceva riferimento alla rilevanza industriale.
Allora è relativo porre oggi nel nostro Statuto, con il valore che ha uno Statuto, cioè di essere una carta massima, generale, che può valere da qui fino, si spera, ai prossimi 10-20-30 anni, dire che il servizio idrico è privo di rilevanza economica, quando questo termine è un termine di carattere giuridico normativo, che viene utilizzato e che ha delle specifiche valenze da un punto di vista giuridico-normativo. Non è che vuol dire semplicemente a rilevanza economica, come lo possiamo interpretare noi, ma ha delle conseguenze e delle connessioni con quella che è la normativa nazionale ed europea su questo tema. Allora è inutile che noi diciamo è privo di rilevanza economica, quando poi ci sono delle norme nazionali o comunque sovra ordinate che regolano il settore e che attribuiscono rilevanza economico-industriale al servizio idrico, perché la nostra dichiarazione di principio è una dichiarazione assolutamente inutile.
Allora noi possiamo dire, affermare che l'acqua deve essere un bene riconosciuto, diritto umano universale, su questo io posso anche condividerlo come impostazione generale, ma entrare all'interno di una disciplina di settore, attraverso uno strumento che non è assolutamente adeguato e cioè lo Statuto comunale, mi sembra veramente un travalicare quelle che sono le competenze del Consiglio Comunale e le competenze di un atto, cioè lo Statuto comunale, che non dovrebbe essere utilizzato per esprimere di volta in volta delle posizioni di carattere politico sul contingente, cioè su quello che è il dibattito politico nazionale. Allora veramente nel Consiglio Comunale, ogni qual volta c'è una questione che ha una rilevanza di carattere nazionale e che può anche, in maniera più o meno diretta, toccare le questioni comunali, dovremmo andare a modificare lo Statuto comunale, a seconda di quella che è la posizione del Comune.
Allora avrei preferito che magari il Comune, fermo restando che io non l'avrei votata, aderisse, non so, alla campagna referendaria, come è stato detto, oppure che il Comune ponesse in atto delle politiche volte a tutelare il principio della tutela dell'acqua, ma inserire all'interno dello Statuto, mi sembra una reale forzatura, soprattutto quando si interviene, così in maniera dettagliata e specifica, su delle norme giuridiche utilizzando dei concetti e delle nozioni di tipo giuridico-normativo, che poi potrebbero essere un domani modificate completamente e quindi già questa norma essere assolutamente passata da un punto di vista legislativo.
Allora io chiedevo, e il Consiglio, ahimé, ha deciso di non far tornare le proposte in Commissione, ma su queste tematiche poteva essere fatta una giusta discussione all'interno delle Commissioni, studiando bene il problema, con tutte quelle implicazioni che possono toccare il Comune di Senigallia. Però fare in modo che queste discussioni non siano solamente dell'accademia, o delle discussioni prive di riscontri pratici, ma, come diceva giustamente anche il Consigliere Mancini, che invece il Comune possa intervenire su quelle che sono le sue reali capacità di intervento. Sulla normativa nazionale, vuoi o non vuoi, dobbiamo attenerci a quello che arriva, ci piace, non ci piace, saremo noi a doverla applicare, ma anche se non ci piace, non potremo addurre il fatto che nel nostro Statuto c'è scritto che il servizio idrico non ha rilevanza economica, perché se la legislazione nazionale ed europea ci impone e ci dice che l'acqua ha rilevanza economica, noi la prendiamo e la portiamo a casa e questo atto non ha alcun tipo di valore, nemmeno come dichiarazione di principio.
In qualche modo ci siamo presi in giro questa sera, votando una cosa di questo genere, ci prendiamo in giro, perché sappiamo benissimo che non solo quello che noi votiamo probabilmente non avrà rilevanza, a meno che il referendum non passi, poi quelle saranno delle conseguenze diverse, ma sicuramente avremmo votato un atto e avremmo uno Statuto comunale che non risponde alla legge, non risponde alla normativa nazionale ed europea.
Per cui a mio avviso oggi non sarebbe assolutamente da sottoporre al voto una modifica dello Statuto comunale, ma sarebbe invece magari da discutere in Commissione su interventi diretti per la tutela dell'acqua e garantire un vero e pieno diritto all'accesso all'acqua all'interno della nostra città.”

Il Consigliere MAGI GALLUZZI (PD): “Il Consigliere Cicconi Massi ci ha ricordato che noi stiamo svolgendo un'azione politica ed effettivamente ha ragione, cioè quello che noi vogliamo fare è svolgere un'azione politica dal basso. Siccome noi siamo stati eletti dai cittadini e siamo l'istituzione più vicina ai cittadini, di conseguenza vogliamo essere la voce di questi cittadini, che vogliono difendere questo bene pubblico, che è aggredito nelle sue forme di gestione attuale, che sono prevalentemente pubbliche e si cerca di metterlo in difficoltà, facendolo passare ad una partecipazione privata non inferiore al 40%.
Quindi noi siamo in questo momento coloro che rappresentano i cittadini dal basso e vogliamo modificare lo Statuto nei principi, proprio per fare un'azione politica, perché l'azione politica può essere svolta anche attraverso la modifica di tutti gli Statuti comunali di tutti i Comuni italiani. Credo che questa possa essere una forza, possa rappresentare un'istanza forte, che può anche indurre chi ci rappresenta in Parlamento a portare finalmente alla luce quella riforma dei servizi pubblici locali, con una norma di settore nuova, che tenga conto appunto di quello che ho appena detto, cioè della rilevanza pubblica del bene come acqua.
Quindi certo che è un'azione politica e noi vogliamo svolgere un'azione politica, ma siamo stati chiamati, in quest'aula, a svolgere azioni politiche, per cui non mi preoccuperei del fatto che nel modificare lo Statuto nei principi noi svolgiamo un'azione politica, è il ruolo che ci hanno dato i cittadini e in questo momento noi siamo consapevoli di interpretare quello che è il sentimento comune e diffuso di gran parte dei nostri cittadini anche senigalliesi, ma della Regione Marche, i cittadini italiani. Quindi è una battaglia che nasce dal basso e quindi ha bisogno di essere strutturata e ognuno di noi può fare qualcosa in questo contesto anche il Consiglio Comunale può rappresentare un momento, una parte di spinta affinché questa battaglia arrivi a buon fine.”

Il Consigliere REBECCHINI (Partecipazione): “Io avrei voluto che queste due proposte andassero chiaramente in Commissione, perché secondo me è necessario un approfondimento di questa tematica, altrimenti rischiamo di mantenere tutto su dei principi generali e poi invece nel concreto di non andare a discernere sulla gestione dell'acqua, che è il punto poi fondamentale.
Mi è parso anche dall'intervento del Sindaco che sia caduto in una contraddizione, perché da una parte mi dice sono per i referendum e nello stesso tempo è per il mantenimento della SPA. Mi pare che i forum per l'acqua non abbiano questa prospettiva, anzi sicuramente non ce l'hanno, anche perché come parola d'ordine è acqua pubblica senza rilevanza economica, senza se e senza SPA.
Al di là delle parole d'ordine, secondo me il punto principale di questa questione, perché in effetti noi rischiamo adesso, voteremo senz'altro, anzi mi auguro dopo che si arrivi magari all'approvazione di una delibera unica, congiunta, o la delibera proposta dal Consigliere Mancini, che sicuramente è più completa e più compiuta, in ogni caso devo dire che restano in questa delibera delle condizioni di principio necessarie, come necessaria è anche questa adesione che stanno dando in massa i cittadini contro la privatizzazione dell'acqua, a favore dei referendum.
Il punto è che dagli anni '90 in poi lo spazio giuridico riferito ai beni essenziali della vita è stato costruito attorno ad un principio molto chiaro, cioè la loro rilevanza economica ed imprenditoriale.
Questo l'abbiamo visto in tutti gli atti che il legislatore italiano ha prodotto, con la Legge 142, con il Decreto Legge 267, quando ha abolito anche le municipalizzate, quindi le aziende pubbliche e poi tutta la legislazione successiva non è che uno sviluppo progressivo, potremmo dire di questa sorta di razionalizzazione dello stesso principio, dalla Bassanini, che introduce le società per azioni come opzione alternativa all'azienda speciale, dove noi poi siamo caduti con la Multiservizi e per ultimo il Decreto Legge di Berlusconi che prevede che tutte le concessioni entro il 31 dicembre 2010 le pone a scadenza, quindi con una successiva privatizzazione.
A mio parere invece noi dobbiamo dire che l'acqua deve essere ripubblicizzata e il discorso della gestione lo dobbiamo certamente affrontare. È chiaro che in questo momento i referendum aboliscono questo cappio che c'è intorno anche alla SPA che noi abbiamo e quindi di cadere nelle mani dei privati, quindi già questo aderire ai referendum e votare un referendum che possa avere successo è assai importante, ma non basta questo, perché da questo momento poi dobbiamo pensare a come gestire l'acqua, perché non possiamo dire l'acqua pubblica e la gestione privata, perché in verità chi detiene dopo l'acqua è chi la gestisce e sono stati ricordati anche da Roberto Mancini all'inizio alcuni atti che le società per azioni impongono, dovendo tornare sicuramente con i conti economici.
Io ho accolto con piacere ad esempio che il PD a Senigallia abbia accettato di firmare per i referendum, però io mi aspetto un atteggiamento conseguente a questo, altrimenti si ricade in quell'ambiguità che è la posizione fra l'altro nazionale del PD, che Bersani ha espresso in maniera molto chiara, quando dice noi siamo vicini – usa questa parola – a chi sostiene i referendum, però pensiamo che non sia la strada giusta, perché i referendum dal 1995 non hanno un esito positivo e allora propone una legge di iniziativa popolare, dimenticando che le leggi di iniziativa popolare non hanno mai buon fine, specialmente con questo Governo di centro-destra, dove i numeri non ci sono, penso che le chance siano ancora minori.
Quindi io mi auguro che questa posizione, che ha il PD a livello nazionale, non sia poi accettata in una seconda fase dal PD locale, perché io sento che il PD ha il fardello della ERA che è una società ormai molto grande, che tutti conosciamo, che è alle nostre porte e il pericolo a mio parere è che un domani la SPA, perché poi è facile trasformare una SPA, adesso le azioni sono pubbliche, però possono diventare private, perché quando ai cittadini si dirà: ''Dobbiamo investire, non ci sono i soldi, eccetera, eccetera'', trovate le motivazioni per cadere veramente nella gestione del tutto privata dell'acqua.
Quindi io penso che ci possa essere questo impegno da parte di tutto il Consiglio, questa attenzione estrema, votando una delibera sia con le questioni di principio, sia anche inserendo alcune parti che sono significative e che è la proposta di Roberto Mancini. Questo per quanto riguarda il nostro Consiglio Comunale e poi cominciare a pensare che, una volta venute meno le norme del Governo di centro-destra, poi si possa pensare ad una ripubblicizzazione dell'acqua in maniera positiva.”